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IL COMUNE INFORMA

il 7 e l'8 Agosto la "Nduja International Festival"
Data pubblicazione : 02-08-2013
 

il 7 e l'8 Agosto grande festa con lo '" 'Nduja International Festival".

All'interno della programmazione la "Nduja chef Cup", i premi agli Ambasciatori della 'Nduja nel Mondo" e per concludere alla grande giovedì 8 la "38° Sagra della 'Nduja".

 

 ‘NDUJA INTERNATIONAL FESTIVAL

Da Spilinga un viaggio intorno al Mondo

 

SPILINGA 7/8 AGOSTO 2013

 

 

 

 

SPILINGA – Quando la buona cucina e l’arte culinaria diventa occasione unica di spettacolo e moda. Una serie di ingredienti legati da un unico tema il piccante della ‘Nduja. Sarà questo il gustoso cocktail dal sapore “infuocato” organizzato dall’amministrazione comunale, che in una due giorni di totale immersione nei colori, sapori, profumi, musica e divertimento, vedrà coinvolto tutto il centro abitato del comune a ridosso di capo Vaticano. Sono questi i presupposti con i quali partirà lo “‘Nduja International Festival” che quest’anno allargherà ancor di più i propri confini territoriali coinvolgendo le rappresentanze di ogni Continente pronti a portare in diverse parti del mondo il “marchio” della ‘Nduja e del comune di Spilinga. 

Mercoledì 7 agosto,  protagonisti speciali dell’evento di show-cooking saranno dieci giovani chef emergenti che parteciperanno ad un Concorso gastronomico a loro riservato, sfidandosi direttamente ai fornelli sul palcoscenico spilingese tra fuochi e fiamme, direttamente in piazza, per primeggiare davanti alla giuria internazionale composta da 3 chef di fama mondiale oltre a giornalisti ed esperti del settore, quali chef “piccanti” con i loro piatti a base di ‘nduja nella sfida intitolata “Nduja chef cup” alla sua prima edizione.

Prima di tutto, comunque, ad apertura dello spettacolo i “magnifici 6” saranno insigniti del titolo di “Ambasciatori della ‘Nduja nel Mondo”, un riconoscimento che dovranno portare nelle Nazioni dalle quali arrivano e nelle quali gestiscono le loro rinomate attività, contribuendo così a diffondere sempre più il marchio della ‘nduja di Spilinga in ogni parte del Mondo. In effetti ognuno di loro arriva da un Paese diverso, dal Giappone all’Inghilterra, dall’India agli Stati Uniti, ai quali si aggiungono in più una cantante Costaricana e una presentatrice discendente dal continente Africano, oltre naturalmente a tre italiani che vivono in Patria ma che nella loro professione stanno già dando parecchio nella diffusione commercializzazione del prodotto ‘nduja.

I riconoscimenti andranno a Francesco Mazzei (chef de “L’Anima” di Londra), Alfred Prasad (chef “Tamarind” di Londra e Newport Beach (Usa), Elio Orsara (“Locanda Italiana Elio” di Tokyo), Enzo Barbieri (“Hotel Barbieri” Altomonte), Maurizio Pescari (Giornalista enogastronomico Corriere della Sera), Massimo Pezzani (Responsabile Marketing “Eataly”).

I piatti presentati saranno il resoconto culinario dell’immersione raffinata in un viaggio alla scoperta dei sapori primari spilingesi e dei suoi luoghi del cuore.

Per tale occasione la piazza diventerà un vero e proprio teatro di arte culinaria, in cui i dieci chef prepareranno sotto gli occhi degli spettatori le portate che verranno pubblicate poi un ricettario distribuito nelle grandi catene di alimentari, come la stessa Eataly e nei locali dei grandi chef ospiti, i quali aggiungeranno altresì alle loro già raffinate e deliziose portate, anche quelle premiate durante la serata.

La diffusione del marchio ‘nduja, continuerà il suo percorso con un’altra idea dell’amministrazione comunale, il gemellaggio tra la stessa ‘nduja di Spilinga con alcuni prodotti tipici del resto d’Italia. Quest’anno sarà la volta della “Salamina da Sugo” un prodotto della provincia di Ferrara rappresentato in questo caso dal Comune di Vigarano Mainarda, con ospite il sindaco Barbara Paron.

Approfondendo il tema della cucina, non poteva mancare altresì l’aspetto salutare di quella considerata “sana” e che appartiene al territorio, ovvero la Dieta Mediterranea. A delucidare sul tema sarà l’On. Alfonso Grillo, consigliere regionale propositore della “Legge regionale sulla Dieta Mediterranea”.

Il tema del “piccante” comunque continuerà durante tutta la serate. Si passerà dalle delizie gastronomiche a quelle dello spettacolo con gli ospiti dal “sapore forte”, per restare nel tema, come la conduttrice Sylvie Lubamba, nota per la trasmissione con Piero Chiambretti “Markette”, ai balli caraibici della showgirl Cecilia Gayle, con i suoi successi più noti come “El pam pam” o il “Tipitipitero” per passare poi al lato “trasgressivo” della moda con le collezioni di Anton Giulio Grande e i preziosi gioielli dell’arte orafa di Gerardo Sacco, impreziositi dal suo tocco “calabrese” tra peperoncini e opere raffiguranti i temi della nostra regione.  

“Ogni anno cerchiamo di migliorarci e di esportare il marchio nduja di Spilinga sempre in modo più capillare – sottolinea il sindaco Franco Barbalace, promotore, alla guida dell’amministrazione comunale della manifestazione – per fare questo cerchiamo di ideare  nuove iniziative che possano dare risalto fuori dai confini regionali. Ormai la nostra ‘nduja è arcinota anche in campo nazionale, e proprio per questo, volendo crescere, abbiamo pensato ad un evento che ci dia l’opportunità ad entrare in nuovi spazi e nuovi “mondi”. Un obiettivo ambizioso per il quale ci siamo affidati alla collaborazione delle migliori professionalità che la nostra terra può vantare nel settore, parlo di Enzo Barbieri da Altomonte, autentico “deus ex machina” della ristorazione e dell’ospitalità calabrese, che grazie alle sue conoscenze ci ha reso la possibilità di confezionare un prodotto che valicherà i confini internazionali. Ringrazio personalmente, altresì, l’Assessore regionale all’Internazionalizzazione Luigi Fedele, che si è speso con impegno e puntualità, cosa che difficilmente si trova in molti altri, nel sostenere fattivamente l’iniziativa, credendo veramente in quelli che sono le positività che la nostra Calabria può vantare e valorizzare. Un ringraziamento anche al consigliere regionale Alfonso Grillo, che sarà partecipe altrettanto, con l’approfondimento sulla “sua” legge regionale sulla Dieta Mediterranea. Un tema che Spilinga ha profondamente a cuore”.      

Un evento nell’evento, quindi, considerando che il tutto rientra nell’ambito del programma organizzato dal Comune di Spilinga in occasione della 38° “Sagra della ‘nduja”, l’evento gastronomico-folkloristico d’eccellenza dell’intera regione Calabria che ormai negli ultimi anni è uscito dai canoni tipici di una semplice sagra, crescendo a livello esponenziale nella qualità della propria immagine con una serie di iniziative, diventando un vero e proprio evento comunicativo, culturale e promozionale, oltre al seguito del pubblico, tagliando nelle ultime edizioni un record assoluto di presenze: ben 30 mila nell’arco di tutta la giornata dell’8 agosto.

Spilinga per quella data, infatti, diventa il centro catalizzatore di un promontorio, quello di Capo Vaticano- Tropea (a soli 7 km), invaso soprattutto in quel periodo, da un grande afflusso turistico.

Un evento ormai storico per la regione. La prima edizione, infatti, risale al 1975, anno in cui in Calabria l’organizzazione di feste gastronomiche ideate per presentare i prodotti tipici locali era ancora remota. Proprio da Spilinga, grazie al contributo fattivo di un comitato spontaneo che emulando alcuni celebri eventi del Nord Italia pensò di riproporle anche in questo territorio come autentica novità, partì quel fenomeno che anno dopo anno, comune dopo comune, si sviluppò in ogni angolo della Calabria, diventando così un esempio per tutti gli altri centri che hanno, via via, intravisto nell’iniziativa un ottimo volano dal punto di vista turistico, ma soprattutto di promozione dei propri prodotti nel circuito internazionale.

Il programma, infatti, per giovedì 8 Agosto, proseguirà con i canoni tipici della sagra con i tanti stands dislocati sul corso principale, pronti a far degustare la nduja in tutte le salse, tra la musica e i canti del sud ormai all’apice del gruppo “Tarantanova sound” preceduti da una breve apparizione (dalle 20,00 alle 20,30) del più famoso gruppo calabrese i “Tarantproject” di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, in virtù di un gemellaggio siglato tra la sagra spilingese e il “Kaulonia Tarantella Festival”. Un programma che, comunque, inizierà fin dalle ore 19, con l’assaggio gratuito della ‘nduja ad opera del Comitato organizzatore e che porterà e in mezzo alle vie cittadine e sul palco alle ore 20.30 anche la “Tilly Street band”.

 

 

 

 

GLI OSPITI

 

 

FRANCESCO MAZZEI - Il suo ristorante, “L’ANIMA”, nel cuore finanziario della capitale britannica, è stato definito dall’Indipendent come uno dei più “affascinanti “ e dal The Guardian come “uno dei migliori” ristoranti di Londra Più di recente Gordon Ramsay lo ha votato uno degli "Impeccabili" della Gran Bretagna.

Un vero e proprio tempio della cucina made in Italy, nel quale Francesco Mazzei, chef d’origini calabresi, oltre ad esprimere al meglio il suo estro creativo, cerca di promuovere sapori e prodotti della sua terra d’origine.

E’ qui infatti che porta in tavola piatti tipici della tradizione culinaria italiana rielaborati in chiave contemporanea.

Un vero testimonial della ‘Nduja contribuendo a farla affermare come l'ultima tendenza nel mondo culinario inglese. In primo luogo, infatti, divenne nota quando il noto chef calabrese Francesco Mazzei cominciò ad usarla nella pizzeria calabrese progettandola per Pizza Express. Sebbene Pizza Express nascose inizialmente il vero nome della 'Nduja chiamandola la “salsiccia calabrese piccante” il prodotto da allora ha fatto molta strada da allora e adesso caratteristiche in molti piatti celebrativi dei grandi chef oltre alle pizze.

 

 

ELIO ORSARA. In Giappone ci sono più di settemila ristoranti italiani. Solo a Tokyo, ribattezzata di recente capitale dell’alta gastronomia mondiale, più di mille. Negli ultimi anni sembra proprio che il mercato del Sol Levante sia quello nel quale l’enogastronomia italiana, da sempre sinonimo di tradizione, genuinità e gusto, abbia più successo.

Lo sa bene Elio Orsara, ambasciatore nella patria del sushi del cibo made in Calabria. Un amore quello per la cucina del Bel Paese,che lo ha portato in giro per il mondo. Dall’ Italia all’America, passando per l’ Inghilterra e la Spagna, fino ad approdare in Giappone. Dal 1996, infatti , è proprietario di “Locanda Italiana Elio”, uno dei ristoranti più famosi della capitale nipponica.

Il piatto italiano più richiesto dai giapponesi? “Nel mio ristorante creiamo delle specialità giornaliere in base agli ingredienti che reperiamo sul mercato. Uno dei piatti più richiesti è una pasta fresca che produciamo nei nostri laboratori con cipolla rossa di Tropea, alici e Greco bianco: molto semplice, ma fa letteralmente impazzire i giapponesi!O ancora, i nostri fusilli con ricotta fresca fatta in casa e la ‘nduja: una creazione forte e’ delicata che piace molto ai nostri clienti”.

Elio Locanda Italiana ha guadagnato enorme pubblicità e la reputazione di essere "il ristorante che Giorgio Armani visita spesso". The local press refers to restaurateur Elio as “the young Italian chef who fell in love with Japan”. La stampa locale riferisce al ristoratore Elio come "il giovane chef italiano che si innamorò con il Giappone". Through the years, both restaurant and owner have been extensively covered in various TV programs and magazines. Nel corso degli anni, sia ristorante e il proprietario sono stati ampiamente coperti in vari programmi televisivi e riviste. Elio himself took part in a great many events including the annual Italian Fair.

 

 

 

ALFRED PRASAD.As Director Cuisine & Executive Chef of Tamarind Collection restaurants, Alfred Prasad leads some of the most exquisite Indian cuisine kitchens in Europe and USA (Tamarind of Mayfair, Imli Street, Zaika of Kensington and Tamarind of London in Newport Beach, USA). In qualità di Direttore Cuisine & Executive Chef dei ristoranti “Tamarind Collection”,  Alfred Prasad porta alcuni piatti tra i più squisiti della cucina indiana in Europa e negli Stati Uniti (Tamarind di Mayfair, Zaika di Kensington e a Newport Beach, Stati Uniti d'America).

At 29, Alfred was the youngest Indian chef to receive a Michelin star, an honour, which put him firmly on the world's culinary map. A 29 anni, Alfred era il più giovane cuoco indiano a ricevere una stella Michelin, un onore, che lo ha messo saldamente sulla mappa culinaria del mondo.

 Lauded for his original take on traditional menus, Alfred presents each meal as a complete sensory experience.Lodato per il suo apporto originale sui menu tradizionali, Alfred presenta ogni pasto come un'esperienza sensoriale completa. His culinary philosophy is driven by a desire to celebrate the immense diversity of India through his cooking and offering newer dimensions of her expansive repertoire. La sua filosofia culinaria è guidata dal desiderio di celebrare l'immensa diversità dell'India attraverso la sua cucina e offrendo nuove dimensioni del suo vasto repertorio. He regularly travels back to India to research minimally documented culinary traditions and unearth old family recipes.Alfred is naturally artistic with a penchant for science and enjoys his profession, which he considers a perfect amalgamation of the two.Alfred è naturalmente un’artista con un debole per la scienza associata alla sua professione, che egli considera una perfetta fusione dei due. Playing with the boundaries of science and flavour, he creates inspiring menus and unforgettable food experiences and memories. Giocando con i confini della scienza e sapore, crea menù d'ispirazione, ricordi antichi ed esperienze alimentari indimenticabili. Tra queste esperienze l’aggiunta di un nuovo ingrediente dal sapore piccante, la “’Nduja di Spilinga” conosciuta ed apprezzata dallo stesso chef anche a titolo personale.  

 

 

 

ENZO BARBIERI. Da Altomonte, il re dell’accoglienza, è sicuramente l’”archeologo” del cibo calabrese, che ha riportato in vita e che conserva con garbo per offrirlo ai suoi commensali e diffonderlo con antica maestria.

Enzo, che per questo è a tutti gli effetti ambasciatore del “mangiare calabrese” sa perfettamente che l'alimentazione umana non è esclusivamente un fatto biologico.  Un cibo prima di tutto è pensato, pertanto è radicato nella storia della comunità di appartenenza, e ne identifica la diversità. Rispetto al nostro presente, che ha perso ogni rapporto diretto con la sacralità della spartizione e della consumazione del cibo, la cucina di Enzo Barbieri si rivela una sorta di laboratorio sperimentale che riporta alla memoria sapori, profumi e colori ancestrali riposti nella storia collettiva dei calabresi.

Il mangiare pare un semplice atto naturale. Invece è qualcosa di misterioso e addirittura di religioso, soprattutto quando si tratta di cibi cosiddetti “poveri” come la ‘Nduja. Mangiando, si entra in comunione con l’universo, perché il cibo è un dono capace di raggiunge le vette del piacere quando a trasformarlo sono le sapienti manipolazioni di Enzo Barbieri.

 

 

 

 

MASSIMO PEZZANI, il responsabile marketing del settore Salumi di Eataly, una delle più grandi catene alimentare internazionale con sedi in Italia, Usa e Giappone, specializzata nella vendita di prodotti tipici italiani  di qualità. Massimo Pezzani seleziona, lavora ed affina in prima persona tutti i prodotti e ne conosce vizi e virtu'.

Scelto dalla grande catena mondiale creata da Oscar Farinetti, proprio come personaggio che nella vita non hanno fatto altro che occuparsi delle loro specialità, avendo come unico obiettivo quello di ottenere il massimo risultato di bontà nella più totale naturalità. Massimo Pezzani ideatore dell’Antica Ardegna di Soragna (PR) alleva solo suini italiani e produce il mitico Culatello di Zibello dop.

 

MAURIZIO PESCARI. Giornalista enogastronomico che collabora con il “Corriere della Sera” e diverse testate del settore della Cultura dell’alimentazione e della Comunicazione enogastronomica. Si occupa delle relazioni esterne presso il Centro Agro Alimentare dell'Umbria.

Esperto in definizione mercato e strategie, posizionamento prodotti, costruzione e gestione reti di vendita, assistenza clienti, ufficio stampa e pubbliche relazioni e collabora con l’Università dei Sapori di Perugia.

 

GERARDO SACCO per celebrare i primi cinquant’anni della sua attività, dalla nascita della sua prima bottega-laboratorio, nel 1969, e ai numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali che si sono susseguiti fino a oggi. Un percorso contraddistinto da un’intensa passione e un’acuta creatività che hanno portato Sacco ad essere l’orafo calabrese più noto al mondo. Oltre che nel Complesso del Vittoriano a Roma e all’interno dei Musei Vaticani, le creazioni di Gerardo Sacco trovano spazio in grandi eventi organizzati da diversi Istituti Italiani di Cultura all’Estero, come quelli di Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. I suoi gioielli hanno esaltato il glamour femminile di grandi star in svariate produzioni cinemato-grafiche, teatrali e televisive, da Liz Taylor a Isabella Rossellini, da Monica Bellucci a Elena Sofia Ricci. Fino al premio sul palco del Teatro Antico di Taormina con una sorpresa a Gerardo Sacco, premiato dalla sua amica e testimonial Mariagrazia Cucinotta (foto) per i suoi 50 anni di attività e con gli omaggi targati Sacca a Russel Crowe, al Principe Alberto II di Monaco e ad Ornella Muti.

 

 

 

 

ANTON GIULIO GRANDE. Nato a Lamezia Terme 39 anni fa, ha studiato al Polimoda di Firenze e successivamente al Fit di New York. A soli 23 anni ha partecipato alla sfilata di Piazza di Spagna e si è imposto all’attenzione della critica collaborando prima con l’atelier delle Sorelle Fontana, poi con la maison Gattinoni. Dal 1996 ha lanciato le sue collezioni Anton Giulio Grande.

Oggi è uno degli stilisti haute couture più apprezzati. I suoi abiti sono pensati per una donna sensual-chic, che usa il fascino come strumento di seduzione.

Il successo delle sue collezioni è legato ai riflettori dello star system, ma anche alla qualità di capi di alta moda realizzati completamente a mano dalle sue “sartine” di Calabria. Tra le dive che vestono i suo abiti Valeria Marini, Alba Parietti, Nina Moric, Anna Falchi, Aida Yespica, Belen Rodriguez, Elenoire Casalegno, Claudia Gerini, Martina Colombari, Manuela Arcuri. Tra i divi che indossano la griffe AGG Fabio Fulco, Danny Quinn, Giorgio Pasotti, Marcus Schenkenberg.

 

 

 

CECILIA GAYLE. La regina incontrastata della musica latina-americana, nota per i suoi successi come “El pam pam”, “El tipitipitero”, brani rimasti nei classici dei balli di gruppo. Nata in Costarica ma italiana d’adozione, Cecilia arriva in Italia sull'onda del fenomeno della musica e dei balli latino-americani, diventando la più affermata e carismatica interprete del suo genere.

Ha pubblicato recentemente un album di cover di note canzoni di Raffaella Carrà intitolato appunto Cecilia Gayle canta Raffaella Carrà.

Negli anni ha partecipato negli ai programmi più importanti, come “Domenica In”, il “Maurizio Costanzo show”, “Buona Domenica”, “Sanremo Estate”, “La Vita in diretta”.

 

 

 

SYLVIE LUBAMBA. Soubrette nata a Firenze da genitori di origini congolesi, fisico prorompente, esuberante, inconfondibile risata, divenne famosa proponendosi da Piero Chiambretti a ”Markette” come la svaporata assai disponibile. Inizi da indossatrice, in seguito partecipò a vari programmi televisivi: nel 1992, con la fascia di Miss Toscana prese parte al concorso di Miss Italia; nel 1998 fu nel cast di Guida al campionato a fianco di Gene Gnocchi. Ospite più volte di Michele Cucuzza a “La vita in diretta” e invitata da Gigi Marzullo nel suo programma notturno su Raiuno (Sottovoce) ed altri programmi Rai e Mediaset. Per lei anche la recitazione in “Ivo il tardivo”, per la regia di Alessandro Benvenuti. Diretta da Umberto Marino in “Finalmente soli” e nel nel film “Fughe da fermo” di Edoardo Nesi. Tra le tantissime riviste per cui ha sfilato ci sono Boss, Panorama, Visto e Oggi, Grand Hotel e Tv Sorrisi e Canzoni, Donna Moderna e L’Espresso, Epoca.

 

 

 

COMUNE DI VIGARANO MAINARDA (FE). E’ un comune di origine Romana di circa 7000 abitanti, situato nella provincia di Ferrara e rappresentato dal sindaco Barbara Paron. Vigarano Mainarda, tra l’altro, è in piena ristrutturazione essendo stato colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012, in particolare dalle scosse del 20 maggio che nel comune hanno provocato gravi danni alle strutture agricole ed industriali.

Vigarano Mainarda rientra a pieno titolo nella produzione della “Salamina da sugo”, un prodotto tipico che ha origine nel ferrarese. Gode di menzione autonoma nell'elenco ufficiale dei prodotti agro-alimentari tradizionali come "salama da sugo" di Madonna Boschi, una località a pochi passi dalla città di Vigarano Mainarda. E' risultato di una ricetta antica che pare risalire al 1500, periodo in cui Ferrara era dominata dagli Este. Ingrediente di base è la carne di maiale, particolari tagli e macinatura delle parti come il guanciale, coscia, spalla, collo; aggiunta di spezie e aromi, poi l'impasto è annaffiato con vino rosso robusto e grezzo. L'insaccato di forma rotonda, segue infine una stagionatura di circa un anno. La procedura di produzione è comunque gelosamente custodita dai produttori locali. La cottura della salama da sugo è molto lunga (anche otto ore), in acqua bollente e a fiamma molto bassa.

 

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